Cenni storici

Questa Chiesa, dedicata alla Madonna delle Grazie, è detta comunemente “la Cappella Cotugno”, perché ai principi del secolo scorso, era del medico Domenico Cotugno da cui oggi prende nome l’omonimo ospedale situato sulla collina dei Camaldoli. Fu edificata nel 1741 a proprie spese dal sacerdote D. Francesco Grassi come si evince dalla lapide posta sopra il portone di ingresso.
Il sacerdote la costruì in quanto i suoi antenati possedevano Sopramuro a Caponapoli una Cappella consacrata alla Vergine delle Grazie, la quale, verso il 1400, fu distrutta alle muraglie della città dal Re Corrado.
L’abate Grassi, uno degli ultimi tardi nipoti dell’estimata famiglia, dopo circa 300 anni edificò il Tempietto al Moiariello e lo dedicò appunto alla Vergine delle Grazie in memoria di quello già distrutto a Caponapoli.
Il Tempietto in parola e decorato con tre altari.
Sul maggiore si venera la Vergine delle Grazie in una stupenda tavola dipinta dal rinomato Andrea da Salerno e su gli altarini laterali due tele, rappresentanti il Cuore di Gesù e di Maria (quest’ultimo oggi scomparso) , dipinti regalati alla chiesetta dal conosciutissimo artista Comm. Federico Maldarelli.
Il Tempietto fino al 1886 è stato ufficiato dai RR.PP. Teatini di Napoli, i quali avevano grande cura della Cappella Cotugno.
Venuta l’ultima soppressione la proprietà dei Teatini e l’annessa Chiesetta, caddero nelle mani del Demanio.
Chiusa per molto tempo, venne riaperta al culto per l’opera solerta dei Sacerdoti Luigi Scala ed Alberto di Mattia, i quali la cominciarono ad ufficiare ed a restaurare con l’aiuto dei Signori abitanti delle ville circostanti.
Il tempietto però, sebbene migliorato, aveva bisogno di un generale restauro.
Le prime mosse furono fatte dal Cav. Francesco De Luca a dalla sua consorte, che, a proprie spese fecero costruire in marmo i due altarini del Cuore di Gesù e di Maria, i quali erano in muratura e pressoché cadenti.
Spinto da quest’altro miglioramento il rettore Pasquale Vanacore propose ai Signori Villeggianti il restauro generale della Chiesa, da farsi con le loro spontanee oblazioni.
I primi a rispondere all’appello ed a contribuire generosamente furono il nominato Cav. De Luca e il Sig. Achille Venerosi.
Nel novembre del 1886, la chiesetta fu chiusa e si dette mano ai lavori.
Nel giorno 4 settembre 1887 il restauro era compito ed il tempietto fu riaperto al culto con la celebrazione di splendide feste.
A giudizio dei periti in arte il restauro riuscì a meraviglia.
Le pareti si vedono ornate di finissime dorature e con eleganti stucchi imitanti il marmo statuario con le riquadrature imitanti il travertino.
Scendono vagamente ad ornare le pareti serti di fiori dipinti a maioliche con altri artistici fregi.
Il tutto presenta una soave armonia di linee, di ornati e di colori, in cui l’occhio dolcemente si riposa.
Il Cardinale arcivescovo e Mons. Vicario Generale, recatisi a vedere il tempietto restaurato, sono rimasti compiaciutissimi ed hanno tributato i meritati elogi a chi lo ideò, diresse e concorse con il proprio denaro a far eseguire i lavori.
La famiglia De Luca ha regalato ancora al tempietto due reliquiarii preziosi no solo per l’intaglio e la doratura delle portelline, ma molto più per le insigni reliquie dei Santi, che vi si conservano in separate teche (oggi in parte recuperate).
La spesa dei lavori è ascesa a circa lire 12.000.
Sono concorsi in massima parte la famiglia Venerosi e la famiglia De Luca.
Hanno poi presentato generose offerte i seguenti Signori:
Presidente Giuseppe Famiglietti; Cav. Vincenzo Volpicella; Cav. Faustino Brieschi; Ingegnere Federico Cortese; Cav. Francesco Troie; Sig. Antonio Conte; Sig. Salvatore Cepparulo; Sig. Cesare Ferrari; Signora Antonietta Ruggiero vedova In sabato.-Dal giornale “La Libertà Cattolica” del 30-09-1887-

La Chiesa venne poi restaurata dai danni bellici del secondo conflitto mondiale a cura del Comune di Napoli e con il concorso dei fedeli dal luglio 1964 a febbraio 1965.

Dopo il sisma che colpi la regione nel 1980 è stata nuovamente “restaurata” perdendo però l’aspetto cromatico che la distingueva.
Tutte le pareti e stucchi sono stati imbiancati le maioliche artistiche di Capodimonte che facevano da pavimento sono state asportate e sostituite con marmo bianco.
Nel retro dell’abside possono ancora vedersi alcune di esse ed apprezzare la fattura delicata che le componeva.
Trafugati negli anni le opere come il Cuore di Maria i marmi policromi che rivestivano l’altare maggiore e i due laterali.
Asportata anche la balaustra in marmo e sportello del tabernacolo dell altare destro.

La Chiesa chiusa per molti anni e in disuso è stata poi affidata nel mese di ottobre 2012 all’ Associazione Cavalieri Templari Cattolici d’Italia dall’ amministratore parroco di S. Maria della Misericordia Don Antonio Cannatelli oggi Minister Templi e padre spirituale dell’Associazione.

Interventi

L’associazione Templari Cattolici d’Italia ha preso carico del bene impegnandosi a restituire decoro alla struttura e a riaprirla al culto per i fedeli.

Oggi l’Associazione ha sede della propria Commanderia di Napoli nell’ex casa canonica adiacente alla Chiesa.

Tutti i lunedì i confratelli celebrano per i fedeli alle 18.30 la liturgia della parola e tutte le domeniche salvo imprevisti la chiesa è aperta ai fedeli dalle 10.30 alle 12.30. Il primo venerdì di ogni mese si Celebra la Santa Messa officiata da Don Antonio Cannatelli

Notizie recuperate dall’archivio della Parrocchia S. Maria della Misericordia Capodimonte previo concessione del Parroco Don Antonio Cannatelli.

Chiesa S. Maria delle Grazie salita Moiariello,58/60 Napoli (Italia)

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