Cenni storici

Noi Templari Cattolici d’Italia abbiamo accettato questa sfida che supera le nostre possibilità: recuperare al culto e alla vita la chiesa di Santa Maria delle Mose. Come già avvenuto nel passato, con il recupero della chiesa di Santa Maria del Suffragio a Camposanto Vecchio (Piacenza), Santa Maria Maddalena a Cerro di Toccalmatto (Fidenza), Santa Maria di Mucciatella a Reggio Emilia, anche questa volta vogliamo essere i promotori di un’iniziativa che serva a ridare vita ad un complesso antico da tempo abbandonato. Recupero non fine a se stesso ma collocato in un progetto legato alla storia piacentina, ai Templari e ai pellegrinaggi lungo la via Francigena e Postumia.

Grazie alla fiducia accordataci dagli Amministratori del Comune di Piacenza, abbiamo dato inizio a questo progetto che a oggi ha prodotto oltre 450 ore di lavoro necessarie al disboscamento, la pulizia e i rilievi della struttura, la chiusura, con reti provvisorie di porte e finestre, la posa di 200m di rete di recinzione con cancelli e pali. I prossimi lavori vedono le opere urgenti per la messa in sicurezza dell’edificio e il collocamento degli infissi. Ricordando che la nostra Associazione vive solamente delle quote annuali versate dai soci (60 euro/anno), come per le altre chiese recuperate, anche per questo progetto cercheremo l’aiuto e contributo di Enti, Aziende, Privati che ci consentano di velocizzare il recupero totale della struttura. Piacenza sarà la prima città d’Italia con una chiesa dei Templari lungo la via Francigena ed un’annessa antica canonica sede di conferenze e convegni, biblioteca e museo permanente.

L’Associazione Templari Cattolici d’Italia svolgerà un’opera di ricerca e studio della storia locale che vede Piacenza come una delle città più importanti in Italia per i Templari e il Medioevo (ricordiamo la dislocazione di Santa Maria del Tempio in piazza Tempio dietro la chiesa di San Giovanni in Canale, dove esiste tutt’ora il chiostro dei Templari).

Può diventare questo un tassello importante per arricchire il patrimonio storico della città, della provincia e di quelle limitrofe, aggiungendosi all’Abbazia di Chiaravalle della Colomba, alle reliquie di San Bernardo a Fiorenzuola, ai siti medievali come Castell’Arquato, all’Abbazia di San Colombano a Bobbio, alla Valtrebbia tanto per citarne alcuni.

 

Santa Maria delle Mose, trovandosi in una posizione di crocevia di importanti snodi autostradali, rappresenta un progetto di grande valore storico-culturale e spirituale, oltre che un’iniziativa di sicuro interesse per tutto il territorio piacentino; inoltre il presidio dell’Associazione nei luoghi di culto preserverà la chiesa contro il degrado e il diffuso vandalismo. Tale recupero è  direttamente legato alla storia piacentina, ai Templari e ai pellegrinaggi lungo la via Francigena e Postumia. Da alcune testimonianze infatti, l’antica posizione strategica della chiesa molto vicina la corso del Po, posta all’ingresso della città di Piacenza, fu con molta probabilità presidiata dai Cavalieri Templari, che avevano vi individuato  una delle loro sedi più importanti. La chiesa rappresenta quindi un biglietto da visita della Piacenza moderna, e il recupero delle sua storia e delle sue funzioni evidenzieranno le forti radici antiche della città.

La parte absidale della chiesa risale sicuramente almeno al XII secolo e, vista la vicinanza con l’area di Roncaglia, sito storico dove si svolgevano le diete imperiali di Federico Barbarossa, è probabile che fosse utilizzata dallo stesso imperatore per le sue preghiere. L’antica posizione strategica della chiesa, molto vicina al corso del Po, posta all’ingresso della potente città di Piacenza, fu con molta probabilità presidiata dai Cavalieri templari, che avevano fatto della città una delle loro sedi più importanti in Italia. Anche oggi, trovandosi essa nell’area dell’Ente Fiera e del Palabanca, biglietto d’ingresso della città moderna, è indispensabile recuperarla al culto e alla cultura, onde rivitalizzare le sue funzioni, rafforzando l’immagine di Piacenza, città moderna con forti radici antiche.

 

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