natale templari 2016“Ho imparato nella vita a non fermarmi alle mie impressioni ne alle parole o atteggiamenti che gli altri dicono e vivono.
Ho imparato a non fidarmi dei giudizi dettati dalle mie manchevoli capacità e limitata simpatia.
Ho imparato a riflettere e tener dentro al cuore parole superflue che infangano gli altri solo per un mio sguardo limitato ai miei interessi.
Ho imparato così ad entrare nello sguardo di chi mi sta davanti sapendovi leggere una storia che non mi appartiene e che tremo al solo pensiero di poter illudermi di saper commentare, tanto meno interpretare e dare in pasto alle chiacchiere immonde di orecchie vuote, mai sazie di ascoltare, ma incapaci di ascoltarsi, di occhi tristi smaniosi e allucinati di veder tutto ma non di vedersi, di bocche gonfie di ingorda parola ma incapaci di sapersi giudicare con eloquenza.
Ho imparato che l’altro da me è come me un abisso di domande delle quali non sempre si ha o si cerca risposta, ma che nella loro solitudine vorrebbero essere guardati ascoltati e indicati con occhi orecchie e bocche diversi.
Ho imparato che dietro le sembianze ci sono persone che a me rimangono un mistero, delle quali è più ciò che non so di ciò che temerariamente oso pronunciare. Persone con ferite nascoste, timori inquieti, cuori feriti e menti mendicanti.
Ho imparato cosa sia il Mistero ed ad averne non rispetto bigotto ma colmo di fiducia…e ho trovato il significato della vera pace in un Bambino posto in una mangiatoia che inconsapevole del suo destino sorrideva alla vita desideroso di far capire l’amore che è venuto a portare”.
Non vi auguro un buon Natale ma un Natale vero.
p. Abramo